giovedì 17 dicembre 2015

Short Stories Series - Il Naso 2 (by Max Neodimio)



Divertissements Series - A Short (false-fiction) Story

(by Max Neodimio)



Il Naso (part two)



Roma, 21 gennaio 2016



Ieri, cari amici, non-amici e semplici conoscenti, ho finalmente rincontrato quel bellissimo naso di cui vi ho parlato, forse incoscientemente, un po’ di giorni fa.

Confesso, però, che non so spiegarmi, e non riesco ancora assolutamente a giustificare e razionalizzare, come quel naso, fatto davvero insolito e strabiliante per me, sia riuscito a presentarsi incredibilmente ancora più bello di come l’avevo lasciato.

«Impossibile!», mi dico subito. «Come può essere che un naso già di per sé molto bello diventi, da un giorno all’altro, ancor più bello!», mi ripeto sbalordito e disorientato davanti a quell’incontenibile bellezza nasale.

Il fatto è che la giovane donna che lo portava con sé, chiamandomi disinvoltamente per nome, e sorridendomi e salutandomi con un certo trasporto, in quel momento inspiegabilmente volle anche che ci scambiassimo un bacio; e la cosa, anche se molto nei ranghi della più pura formalità, m’ha fatto vibrare forte nel corpo e nel cuore, perché aspirare profondamente il suo odore e sentire il suo naso sfiorare delicatamente il mio, m’ha fatto provare quel dolce e sottile piacere che soltanto la bellezza, quando s’avvicina a noi poveri trepidanti e infine ci sfiora, ci può procurare.

Al ché, sebbene del tutto inebetito, pieno di languore e ormai completamente fuori di me, a un certo punto non ho saputo trattenermi e, d’emblée, come un ebete, quasi senza pensare spudoratamente le ho detto: «Ma lei sa, anche se so che non vorrà crederci.. che non ha soltanto un bellissimo naso? Da quel che vedo.. e mi scusi se non riesco a trattenermi per quanto sto per dirle, lei ha anche.. un collo stupendo.. delle orecchie meravigliose, dei denti che son perle, delle mani adorabili, degli occhi profondi e caldi, dei capelli vellutati.. e un odore, poi.. e un viso e delle labbra che.. mi scusi se non mi trattengo, suscitano in me enorme stupore e ammirazione; e questo, da quando lei e il suo naso mi siete apparsi già dalla prima volta».

Incredibile! Ma proprio così riuscii a dire come un folle a quella giovane donna!

Ma ora, cari amici, siete in grado di immaginare quel che successe dopo? Non lo credo assolutamente, perché per me non è stata soltanto una sorpresa stupefacente, quanto soprattutto un avvenimento che io stesso non avrei mai potuto immaginare.

Vi racconto allora com’è andata a finire quest’incredibile storia, e certamente anche voi, come me d’altronde, non crederete a quel che a breve descriverò e vi farà sbalordire e crepare d’invidia; ma vi assicuro che è andata proprio così.

A quelle mie parole, dunque, questa giovane e bellissima donna non risponde nulla. Prova leggermente a sorridere ma senza convinzione perché, guardandomi intensamente negli occhi, mi fa capire di non credere ad una parola di quel che le ho detto.

Di slancio, allora, e ancora mi chiedo perché e chissà da quale diabolico impulso sollecitato, guardandola ancora negli occhi provo delicatamente a baciarla. Ma un violento ceffone sul viso improvvisamente m’inchioda e, mettendomi di fronte alla pura e cruda realtà, mi lascia del tutto interdetto, inebetito, stordito, provocandomi tra l’altro un breve sussulto e un profondo dolore nel cuore.

Non capisco più nulla. Mi viene da piangere. «Ho sbagliato di nuovo», blatero tra me.

«Mi scusi, ma non so davvero cosa mi sia preso», dico banalmente per giustificarmi.

«Ma lei sa che sono sposata, vero?», mi dice improvvisamente gridando e piuttosto furente la donna. «E lei sa che per la serenità dei miei figli io sacrificherei anche la vita?», continua a dirmi con sguardo severo ma leggermente allucinato. «Ma lei può capire questo? Non è in grado di riconoscere in me una moglie onesta e una madre coscienziosa? Ma certo.. lasciamo perdere.. Tanto voi uomini non pensate ad altro», aggiunge infine con gli occhi ormai colmi di lacrime.

Un silenzio di tomba, coronato da brevi reciproci sguardi, avvolge ormai le nostre ormai sempre più inconsistenti presenze.

Con un breve cenno a mo’ di saluto provo, vergognoso e timoroso, a congedarmi e andarmene.

Ma qui, ed ora voi comincerete a sganasciarvi spudoratamente per la strana piega che questa storia ha preso, succede quello che mai sarebbe dovuto succedere.

Difatti, la giovane donna ora mi trattiene per un braccio strattonandomi leggermente. M’accorgo, poi, che vuol prendermi per mano. Ancora in silenzio, le porgo allora la destra, che lei ora stringe e accarezza con la sua sinistra e, guardandomi intensamente negli occhi e molto emozionata, se la posa sul viso come per accarezzarsi con essa.

Le asciugo una lacrima, e finalmente riesco teneramente a baciarla.

Ma qui chiudo la storia, cari amici, non-amici e semplici conoscenti, perché mi sembra del tutto inutile dire come è andata a finire.

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