Divertissements Series - A Short (false-fiction) Story
(by Max Neodimio)
Il Naso (part
two)
Roma, 21 gennaio 2016
Ieri, cari amici, non-amici e semplici conoscenti,
ho finalmente rincontrato quel bellissimo naso di cui vi ho parlato, forse
incoscientemente, un po’ di giorni fa.
Confesso, però, che non so spiegarmi, e non riesco
ancora assolutamente a giustificare e razionalizzare, come quel naso, fatto
davvero insolito e strabiliante per me, sia riuscito a presentarsi
incredibilmente ancora più bello di come l’avevo lasciato.
«Impossibile!», mi dico subito. «Come può essere
che un naso già di per sé molto bello diventi, da un giorno all’altro, ancor
più bello!», mi ripeto sbalordito e disorientato davanti a quell’incontenibile
bellezza nasale.
Il fatto è che la giovane donna che lo portava con
sé, chiamandomi disinvoltamente per nome, e sorridendomi e salutandomi con un
certo trasporto, in quel momento inspiegabilmente volle anche che ci
scambiassimo un bacio; e la cosa, anche se molto nei ranghi della più pura
formalità, m’ha fatto vibrare forte nel corpo e nel cuore, perché aspirare
profondamente il suo odore e sentire il suo naso sfiorare delicatamente il mio,
m’ha fatto provare quel dolce e sottile piacere che soltanto la bellezza, quando
s’avvicina a noi poveri trepidanti e infine ci sfiora, ci può procurare.
Al ché, sebbene del tutto inebetito, pieno di
languore e ormai completamente fuori di me, a un certo punto non ho saputo
trattenermi e, d’emblée, come un ebete, quasi senza pensare spudoratamente
le ho detto: «Ma lei sa, anche se so che non vorrà crederci.. che non ha
soltanto un bellissimo naso? Da quel che vedo.. e mi scusi se non riesco a
trattenermi per quanto sto per dirle, lei ha anche.. un collo stupendo.. delle orecchie meravigliose, dei denti che
son perle, delle mani adorabili, degli occhi profondi e caldi, dei capelli
vellutati.. e un odore, poi.. e un viso e delle labbra che.. mi scusi se non mi
trattengo, suscitano in me enorme stupore e ammirazione; e questo, da quando
lei e il suo naso mi siete apparsi già dalla prima volta».
Incredibile!
Ma proprio così riuscii a dire come un folle a quella giovane donna!
Ma
ora, cari amici, siete in grado di immaginare quel che successe dopo? Non lo
credo assolutamente, perché per me non è stata soltanto una sorpresa
stupefacente, quanto soprattutto un avvenimento che io stesso non avrei mai
potuto immaginare.
Vi
racconto allora com’è andata a finire quest’incredibile storia, e certamente
anche voi, come me d’altronde, non crederete a quel che a breve descriverò e vi
farà sbalordire e crepare d’invidia; ma vi assicuro che è andata proprio così.
A
quelle mie parole, dunque, questa giovane e bellissima donna non risponde
nulla. Prova leggermente a sorridere ma senza convinzione perché, guardandomi
intensamente negli occhi, mi fa capire di non credere ad una parola di quel che
le ho detto.
Di
slancio, allora, e ancora mi chiedo perché e chissà da quale diabolico impulso sollecitato,
guardandola ancora negli occhi provo delicatamente a baciarla. Ma un violento
ceffone sul viso improvvisamente m’inchioda e, mettendomi di fronte alla pura e
cruda realtà, mi lascia del tutto interdetto, inebetito, stordito, provocandomi
tra l’altro un breve sussulto e un profondo dolore nel cuore.
Non
capisco più nulla. Mi viene da piangere. «Ho sbagliato di nuovo», blatero tra
me.
«Mi
scusi, ma non so davvero cosa mi sia preso», dico banalmente per giustificarmi.
«Ma
lei sa che sono sposata, vero?», mi dice improvvisamente gridando e piuttosto
furente la donna. «E lei sa che per la serenità dei miei figli io sacrificherei
anche la vita?», continua a dirmi con sguardo severo ma leggermente allucinato.
«Ma lei può capire questo? Non è in grado di riconoscere in me una moglie onesta
e una madre coscienziosa? Ma certo.. lasciamo perdere.. Tanto voi uomini non
pensate ad altro», aggiunge infine con gli occhi ormai colmi di lacrime.
Un
silenzio di tomba, coronato da brevi reciproci sguardi, avvolge ormai le nostre
ormai sempre più inconsistenti presenze.
Con
un breve cenno a mo’ di saluto provo, vergognoso e timoroso, a congedarmi e andarmene.
Ma
qui, ed ora voi comincerete a sganasciarvi spudoratamente per la strana piega
che questa storia ha preso, succede quello che mai sarebbe dovuto succedere.
Difatti,
la giovane donna ora mi trattiene per un braccio strattonandomi leggermente.
M’accorgo, poi, che vuol prendermi per mano. Ancora in silenzio, le porgo allora
la destra, che lei ora stringe e accarezza con la sua sinistra e, guardandomi
intensamente negli occhi e molto emozionata, se la posa sul viso come per
accarezzarsi con essa.
Le
asciugo una lacrima, e finalmente riesco teneramente a baciarla.
Ma
qui chiudo la storia, cari amici, non-amici e semplici conoscenti, perché mi
sembra del tutto inutile dire come è andata a finire.
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